Dettaglio
Percorso del soccorso - Palombara

Questa sosta si presta a diverse suggestioni. Il muro del soccorso, attribuito a Giacomo il Ribelle, è senza dubbio uno degli elementi architettonici più affascinanti dell’intero paese.

Si tratta di una poderosa fortificazione che culmina nel Torrione, rivolto verso l’esterno come punto di vedetta e baluardo difensivo in caso di assedio.

All’interno del muro corre il cosiddetto tunnel del soccorso: un passaggio parallelo concepito per permettere la ritirata in sicurezza dei feriti.

È interessante notare come questa struttura divida il borgo in due metà perfettamente speculari, probabilmente a testimonianza della divisione che caratterizzava il paese sotto il dominio dei Savelli.

Osservando i segni evidenti di raccordo con l’edificio adiacente e, come vedremo, le caratteristiche del porticato sottostante, è plausibile immaginare che un tempo vi fosse continuità tra la scalinata in discesa dal Castello e la strada più in basso.

Se da un lato l’ingresso da Porta Sant’Egidio rappresentava il punto più facile da superare per gli assalitori, dall’altro è evidente che le difficoltà non terminavano lì. Una volta entrati, infatti, si trovavano davanti un ulteriore e impegnativo sistema difensivo.

A questo si aggiungeva la presenza di un corpo scelto che, nella storia del paese, costituì motivo d’orgoglio e garanzia di sicurezza: i Balestrieri.

Il corpo dei Balestrieri dei Savelli era un reparto speciale, addestrato sia all’offesa sia alla difesa.

Un drappo attribuito alla Felix Societas Balestrariorum Palumbariae, oggi conservato nel castello di Bracciano, potrebbe addirittura essere un gonfalone sottratto dagli Orsini in una delle numerose battaglie contro i Savelli.

In ogni caso, nell’aspetto e nel simbolismo testimonia la grande importanza che questi uomini dovevano ricoprire nella vita militare del borgo.