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Il Cinema - Palombara

Il cinema, luogo di aggregazione e divertimento per tutti i cittadini palombaresi, deve dire grazie a due figure: il cav. Mario Tosi e Silvio Luttazi.

Il cav. Mario Tosi nel 1946 ristrutturò un edificio di sua proprietà, trasformandolo in quello che ancora oggi è il Cinema Nuovo Teatro.

Per l'inaugurazione della sala, da circa 500 posti, fu allestito uno spettacolo teatrale con la partecipazione di Aldo Fabrizi.

Nonostante lo sviluppo della TV, che portò negli anni ’70 ad una crisi delle sale cinematografiche, Silvio Luttazi decide di acquistare l'immobile ad inizio anni ’80, ristrutturandolo in due sale.

L'avvento dei grandi multisala nelle vicinanze, ad esempio Guidonia e Fiano Romano, porterà ad una nuova crisi il Cinema Nuovo Teatro, ma ciò non fermerà le intenzioni di Luttazi, che nel 1985 lancerà il Festival delle Cerase, attivo ancora oggi, al quale hanno partecipato autori di calibro nazionale e internazionale come Costanzo, Verdone e Benigni.

Cronistoria del cinema a Palombara

  • 1910 — Da una vecchia cartolina di Palombara, subito dietro il Fontanone, si vede un caseggiato con una scritta: Cinematografo Sabino. È presumibile però che già da qualche anno prima la sala fosse esistente. Sconosciuto il nome del pioniere. A Palombara, però, l’elettricità è arrivata solo nel 1911: come avrà fatto per farlo funzionare? Non se ne ha memoria.
  • Anni ’20 — Brancaleone Bernabini e Antonio Agostini, due giovani palombaresi intraprendenti, decidono di unirsi e continuare nell’impresa che esercitano in Viale dei Martiri 19, con una sala da 50/60 posti, per poi spostarsi in Viale XXIV Maggio.
  • 1925 — I due decidono, evidentemente perché gli affari andavano bene, di prendere in affitto i locali della Cassa di Risparmio di Roma, che chiamano “Sala Roma”. Non paghi, però, stabiliscono di costruirselo il cinema, dando vita a questa novità che ebbe vita breve fino al 1935.
  • 1932 — I fratelli Ercole, Edmondo ed Evaristo Imperiali decidono di riaprire la “Sala Roma” con il nome di “Cinema Italia”, con un’orchestrina per la musica di sottofondo. Malgrado la guerra, gli spettacoli andarono avanti fino al 1946.